Vi è stato un tempo fortunato in cui l’uomo camminava sulla terra a fianco degli Dei da cui proveniva direttamente.
Un tempo in cui per diventare druido/maestro occorreva studiare oltre vent’anni alla scuola del bosco. Ma studiare non significava imparare a memoria delle regole scritte dall’uomo, significava imparare a utilizzare l’intenzione consapevole.
Il corpo, la materia tutto il cosmo, sono soggetti a leggi rigide e precise, ma imparando a sentire e sfruttare le energie dell’universo, si impara ad andare un poco oltre queste leggi. Non ignorarle o modificarle, ben inteso, ma diciamo, si impara a scivolare tra di esse.
Se si cerca di manipolare il potere senza la dovuta preparazione iniziatica ci si trasforma, da maestri, in scolaretti. E allora la “Forza” si ritorce contro di noi e contro il nostro clan.
L’intenzione consapevole non si scambia, non si compra, non si trova, si acquisisce. L’arcano non funziona senza il dominio difficile dell’intuizione, senza aver appreso a vibrare in sintonia con le con le forze sottili del cosmo. Nel mondo moderno dove vige la regola del tutto subito, i druidi/maestri si comprano, sì scambiano come le carte in una partita. Io ti do un druido di fiori se mi dai in cambio un maestro di picche. E così, l’incauto viaggiatore, ha l’illusione di poter trasformare “la Forza” in una partita a carte e chi, crede di essere in grado di giocare quella partita, mette in squilibrio il sistema.
E così, finisce che si diventa druidi o meglio ci si crede maestri, prima del tempo, prima del momento giusto, così che si cerca di volare vicino al sole troppo presto, sorretti solo da fragili ali di cera.
Ma quando questo si verifica, chi precipita non è solo l’ambizioso incauto, bensì è tutto il sistema che si accartoccia su sé stesso, perché senza la magia non serve la conoscenza, allorquando questa resta solo un codice, una regola vuota.
Succede allora che, per mascherare l’ambizione, si sente il bisogno di professare falsa umiltà, e quando ci si pone in questa situazione imbarazzante, può succedere che il percorso, da iniziatico, si faccia carriera e si voglia trasformare, la magia, in un insieme di regole utili solo a codificare il comportamento e cercare di prevenire il divenire, come se questo avesse bisogno di regole per essere tale.
Non si salgono più i gradini scolpiti nella saggezza della pietra ma si vuole prendere l’ascensore.
Il vero druido maestro non fa mai professione di umiltà perché la conoscenza iniziatica per essere tale è necessariamente appannaggio di pochi. Il sapere esoterico è un diamante prezioso che deve essere condiviso solo con chi lo merita, altrimenti si riduce a un codice scritto e quando un codice viene scritto, diventa per tutti e di conseguenza vibra agli stadi più bassi della conoscenza.
Per me forse è venuto il momento di camminare da solo, imitando l’eremita, il saggio iniziato avvolto nel mistero del suo mantello, perché in realtà con tristezza devo constatare che l’eremita rappresenta il senso compiuto della tradizione Iniziatica stessa, colui che cammina solo verso la luce con Saggezza, Forza, e Bellezza.


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